Dic 15 2014

INFORMATICA IN STABILIMENTO – 06 – IL PRODOTTO DIFETTOSO. RICONOSCERLO E REAGIRE

Category: AutoRss @ 14:18

INFORMATICA IN STABILIMENTO – 06 – IL PRODOTTO DIFETTOSO. RICONOSCERLO E REAGIRE

Appunti della serie: “cose che l’informatica può fare per Voi e che nessuno Vi ha mai detto!” 

Una operazione fondamentale per qualsiasi azienda manifatturiera è il controllo della qualità di quanto prodotto.
I costi per la gestione dei prodotti imperfetti, le RMA, sostituzioni e ripristini sono spesso riducibili tramite sistemi di individuazione e riconoscimento delle specifiche difettosità.

Tralasciamo, in questa occasione, quelle imperfezioni funzionali riconoscibili esclusivamente tramite collaudo del prodotto come meccanismi e manovellismi oppure apparati elettrici ed elettronici.

Uno dei più semplici, ma più diffusi ed economici, metodi di individuazioni dei difetti riguarda quelli individuabili visivamente come, ad esempio, nei prodotti di fonderia, di stampaggio, di estrusione, di frutticoltura, ecc…
Vediamo come funziona.

Vengono posizionati alcuni dispositivi di ripresa (piccole telecamere) lungo il percorso del prodotto finito e si collegano ad un sistema (usualmente un personal computer dedicato è sufficiente) dotato di un software per il confronto delle immagini.
Il PC abitualmente è anche collegato ad un avvisatore per l’operatore o ad un dispositivo per l’uscita automatica del “pezzo” dalla linea.

INDIVIDUAZIONE BINARIA

Si tratta della individuazione di quanto non risponde agli standard prefissati di accettazione.
Il software è, in questo caso, più semplice in quanto non gli è demandata alcuna decisione. Deve solamente riconoscere ed attivarsi in modalità ON/OFF, si/no, buono/cattivo.
Soluzione economica, ma ampiamente sostituita da quella descritta di seguito.

INDIVIDUAZIONE DECISIONALE

La crescente potenza di calcolo anche nei semplici PC e l’evoluzione dei software di elaborazione delle immagini ha reso accessibile a costi contenuti anche un altro metodo di individuazione.
Si memorizzano immagini relative a differenti campioni di prodotto difettoso ed il programma esegue un confronto per similitudine offrendo interventi diversi in relazione alla scala dei risultati.

Utilizziamo un esempio (semplificando) nel settore alimentare. La selezione della frutta.

RILEVAZIONE DESTINAZIONE INDIRIZZAMENTO

RILEVAZIONE DESTINAZIONE                                                    
Il frutto non presenta difetti di forma, di colore, di dimensione o anomalie (es. macchie) confezionamento 1ma scelta linea A
Le dimensioni o i colori non corrispondono agli standard di perfezione confezionamento 2a scelta linea B
La forma è irregolare o presenta consistenti deformazioni produzione confetture vasca A
Sono presenti macchie superficiali estese o la buccia è danneggiata produzione succhi vasca B

 

 

 

 

 

 

 

 

Le prime due scelte attivano uno scambio nella linea di confezionamento, mentre per le ultime due piccoli stantuffi pneumatici spingono i frutti a cadere in differenti vasche piene d’acqua dalle quali verranno raccolti per l’invio a reparti o produttori specializzati.

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Qualora foste interessati ad approfondire l’argomento trattato in questo articolo: info@studiopanella.it
Studio Panella (Bologna) consulenza tecnologica ed informatica, affronta e progetta regolarmente soluzioni in questo ambito.

Studio Panella (Bologna) – www.studiopanella.it

 

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Ott 20 2014

INFORMATICA IN STABILIMENTO – 03 – FARE L’INVENTARIO IN BICICLETTA

Category: AutoRss @ 09:14

INFORMATICA IN STABILIMENTO – 03 – FARE L’INVENTARIO IN BICICLETTA

Appunti della serie: “cose che l’informatica può fare per Voi e che nessuno Vi ha mai detto!” 
Riprendiamo nuovamente l’argomento RFID.
Questa volta per cercare di alleviare un “peso” operativo che coinvolge ogni azienda che utilizza un magazzino merci.
L’inventario periodico.

UN MOMENTO IMPRODUTTIVO

Per ottemperare agli obblighi fiscali e/o per conoscere esattamente quanto giacente in magazzino è necessario, periodicamente, eseguire un conteggio di ciò che è presente in azienda.
La classica chiusura “per inventario” o le ore straordinarie pagate per gli inventari in periodi di inattività dell’azienda si possono, in molti casi, dimenticare. Come?

COME AFFRONTARLO

Negli anni ’80 e ‘90 abbiamo organizzato ed utilizzato inventari “a campione”, rotativi, random, per classe ABC, e chi più ne ha più ne metta.
Tutti metodi per ottimizzare la gestione, anche fiscale, dei magazzini ed evitare i succitati, onerosi, stop operativi.
L’operatività, comunque, non cambia. Qualcuno deve contare, riportare, aggiustare (a mano) la giacenza.

Anche in questo caso l’RFID, negli ultimi dieci anni, ci è stato di grande ausilio.

MAGAZZINO PRODOTTO FINITO

Sostituendo alle classiche etichette BAR-CODE applicate alle confezioni le etichette RFID di ultima generazione (pochi centesimi) è possibile rilevare i singoli prodotti (incluse le eventuali matricole) per prossimità.
È quindi possibile installare uno o più scanner RFID su carrelli elevatori o su altri veicoli utilizzati in magazzino per ottenere un costante monitoraggio delle giacenze. Come citato nel titolo: “fare l’inventario in bicicletta”.

MAGAZZINO COMPONENTI

Discorso più articolato va fatto in relazione al magazzino componenti.
L’impostazione dell’uso dell’RFID varia in funzione del metodo produttivo adottato nei singoli reparti.
Esempio:
In una produzione “in linea”, di tipo automobilistico, è semplice e conveniente l’applicazione dei TAG ai componenti primari e ignorare le minuterie considerandole già fuori dal magazzino (scaricate) quando spostate in WIP.
In una produzione di componenti “poveri”, di basso valore unitario, rimane conveniente l’uso dei tradizionali BAR-CODE o QR-CODE solo stampati.
In altri casi le etichette sono collocate in un contenitore applicato alla scansia (tasche adesive o magnetiche) prelevate allo scarico dei pezzi nella medesima quantità e, eventualmente, reinserite al carico.

Molti non sanno che esistono sistemi di stampa dei BAR-CODE e QR-CODE non a contatto e con inchiostri adatti ai metalli. Questi sistemi sono costituiti spesso da nastri trasportatori che fanno transitare i componenti sotto alla testina di stampa “a getto”.  È un sistema molto utilizzato nella gestione dei magazzini ricambi di prodotti meccanici “a disegno”.
 
Qualora foste interessati ad approfondire l’argomento trattato in questo articolo: info@studiopanella.it
Studio Panella (Bologna) ha già preparato ed utilizzato slides animate PowerPoint relative a questo argomento per eventuali incontri esplicativi. Sono organizzabili dimostrazioni dei sistemi in argomento.

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Ott 12 2014

INFORMATICA IN STABILIMENTO – 01 – RFID PER I BENI STRUMENTALI.

Category: AutoRss @ 15:08

In un periodo di crisi ogni azienda cerca canali e strumenti per ridurre i costi, risparmiare.
Più raro, invece, è l’imprenditore che cerca, anche con modesti investimenti, di aumentare l’efficienza e la produttività di impianti e processi già esistente ed attivi.
Iniziamo, in questa occasione, una nuova serie di articoli indirizzati a confortare e consigliare questi ultimi e ad esporre alle aziende della prima categoria nuove vie e strumenti.
Cioè “cose che l’informatica può fare per Voi e che nessuno Vi ha mai detto!” 

LA TECNICA (semplificata)

L’RFID è un sistema composto operativamente da due elementi: il lettore (o scanner) RFID e il TAG, sia esso contenuto in una etichetta o una placca corazzata.

Nel TAG vengono memorizzate informazioni del tipo più disparato, esattamente come in un dischetto, tramite un drive apposito.
Quando un TAG entra ne raggio di lettura di uno scanner ne subisce il campo elettromagnetico e, se identificato, “risponde” cedendone copia del contenuto.
I TAG possono contenere da pochi bit a decine di Kbyte a seconda del modello e del costo.

I BENI STRUMENTALI – POST-VENDITA

Nel caso di impianto e/o bene complesso un TAG RFID può assumere una importanza primaria nel post-vendita.
Oltre al tradizionale codice del prodotto associato viene inserito il numero della commessa di produzione o il numero di matricola. Comunque un identificativo univoco di QUEL prodotto.
In questo modo l’incaricato della manutenzione potrà, anche a distanza di anni, richiedere il ricambio perfetto senza dover recuperare la documentazione originale spesso reperibile con difficoltà.

Le stesse informazioni potrebbero essere incluse in una semplice etichetta QR, è vero, ma un RFID a bottone, con foro centrale e rivettato al telaio del bene “risponde” ad uno scanner portatile (poco più grande di un palmare) anche se in posizione difficilmente visibile o, peggio, dopo una riverniciatura totale.

L’RFID, inoltre, potrebbe essere aggiornato come un “libretto” di manutenzione con le indicazioni degli interventi effettuati ed i ricambi installati. Per questo, ovviamente, non è sufficiente una etichetta da pochi centesimi in quanto poco capiente.

I BENI STRUMENTALI – PRODUZIONE

Spesso per bene strumentale intendiamo macchinari e impianti industriali per i quali viene adottata la produzione “ad isola”. Quando, cioè, l’oggetto viene prodotto in una determinata locazione e sono gli addetti che gli “girano attorno” o passano da una commessa ad un’altra. Per esempio: produzione di impianti industriali e cantieri navali.
In questi casi l’RFID del dipendente verrà letto dallo scanner di commessa o CdC per la corretta attribuzione delle ore lavorate.
Per i cantieri edili si è anche adottata una diversa soluzione.
Non potendo sempre installare un efficiente e stabile impianto di rete la soluzione adottata è rivettare un TAG ad un elemento fisso del cantiere (esterno dell’ufficio, una putrella vicina all’ingresso, …) e dotare gli addetti di un lettore  automatico mobile da pochi euro e dalle dimensioni inferiori ad un radiocomando da auto a volte agganciato all’interno del casco.
Periodicamente, abitualmente una o due volte la settimana, un addetto collega via USB i lettori ad un PC e “scarica” le marcature dei dipendenti.

Le esigenze, stimolando l’inventiva, forniscono ogni giorno nuovi usi di un sistema tanto flessibile
Quanto descritto si va chiaramente ad aggiungere a tutti i consueti usi commerciali e gestionali degli RFID.
Da segnalare una nuova generazioni di stampanti in grado di stampare etichette RFID e contestualmente aggiornarne il contenuto. Testo, QR-Code, BarCode e RFID in unico passaggio con etichette che, ormai, hanno un costo inferiore ai 10 centesimi ed il cui chip quasi non risulta al tatto.

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Apr 17 2014

Luxottica porta il Made in Italy a targare i nuovi Google Glass

Category: AutoRss @ 10:20

Chi l’ha detto che tecnologia e design non possono andare a braccetto?
Certamente non Google, che ha scelto di affidare il design dei nuovi Google Glass a Luxottica, leader mondiale del settore del design, della produzione e della distribuzione dei principali marchi di occhiali sportivi e di lusso, portabandiera del Made in Italy nel mondo.

L’obiettivo è conferire un’impronta fashion e cool al nuovo gioiellino di Mountain View. Un’invenzione che promette di rinnovare radicalmente l’user experience del web e il rapporto tra multimedialità e utente, ma a cui ancora manca quel tocco distintivo e quel tanto di portabilità e gradevolezza estetica che – la storia della Apple insegna – può fare la differenza.

Largo, dunque, alla contaminazione tra tecnologia e design, moda e innovazione, lifestyle e ingegneria, coinvolgendo anche i due marchi più famosi di Luxottica: Ray-Ban e Oakley. Una sfida affascinante, tanto per Google quanto per l’azienda italiana, che brucia la concorrenza mettendo un piede, a braccetto nientemeno che con Google, in un settore potenzialmente rivoluzionario, tanto sul fronte dell’industria dell’eyewear, quanto su quello dell’informatica. E con un team di lavoro composto al 75% da italiani.

L’accordo, ufficializzato da poche settimane, arriva al termine di un anno di lavoro propedeutico e a qualche mese di distanza dalla divulgazione di un’altra partnership di pregio: quella tra Vsp Global, leader mondiale nel settore della produzione delle lenti, e Google. Anche in questo caso, non si tratta soltanto di fornire le giuste lenti e le migliori montature ai glasses, la portata dell’accordo è più ampia e coinvolge anche gli ottici, che in un futuro non troppo lontano saranno impegnati in corsi di formazione per imparare a installare i futuristici congegni di Mr G sulle montature. Perché, altra novità dei Google Glass, a un passo dal lancio sul mercato si è deciso di prevedere l’installazione del device anche su lenti graduate.

La portata della sfida dei Google Glass sta tutta qui: abbattere le resistenze psicologiche, estetiche e funzionali che portano una larga fetta del mercato ad accettare con riluttanza di indossare un computer sul viso. «È un problema di moda molto più che di tecnologia» si è lasciato sfuggire più volte Astro Teller, responsabile di Google per il progetto dei Google Glass. Una dichiarazione che fa il paio con quella di Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica: «Pensiamo che sia giunto il momento di unire le competenze, il know-how e la forte attenzione alla qualità del prodotto che ci caratterizzano con l’altissima competenza tecnologica di Google per dare vita a una nuova generazione di dispositivi rivoluzionari».

I Google Glass aspirano ad inaugurare su vasta scala l’era del “wearable computing”, abbattendo la distanza fisica tra computer e corpo umano, con il necessario corollario di comodità e gradevolezza estetica, unite a iper tecnologia all’avanguardia. Fino ad oggi né Google né i concorrenti sono riusciti a trovare la formula magica che consentisse di rispondere a queste esigenze, a causa delle dimensioni della batteria, della necessità di superfici adeguate su cui proiettare le immagini e quant’altro. E i modelli proposti sono risultati nel migliore dei casi sciatti, nel peggiore sgradevoli e scomodi.
Ma con Luxottica dalla sua parte, l’aria che tira sembra diversa.

Blabuzz

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Mar 27 2014

Geolocalizzazione e Pmi

Category: AutoRss @ 10:13

L’era della tecnologica non intende arrestare la sua corsa, il mondo è sempre più digitale e la sua presenza si fa sentire, soprattutto con lo sviluppo del mobile.

Nel 2011 si contavano già più di 2 miliardi di utenti digitali, più del 90% della popolazione mondiale utilizzava reti mobili. La vita dell’uomo era già in procinto di un’evoluzione digitale.

Perché il mobile è entrato così prepotentemente nella vita di ognuno di noi?
Si sente la necessità di avere le notizie in tempo reale, di trovare le soluzione in pochi istanti in qualunque luogo ci si trovi. E con il mobile questo è possibile.

In Italia sono attivi più circa 50 milioni di telefoni cellulari, la maggior parte smartphone e sono proprio questi ad attrarre le maggiori attenzioni da parte degli utenti perché grazie ad essi possono accedere al web ed ai servizi offerti per poter dare una risposta ai loro quesiti o semplicemente per divertimento. Tra i servizi maggiormente utilizzati troviamo quelli Location-based services (Lbs), o più semplicemente servizi di geolocalizzazione.

Alcune ricerche condotte dal Politecnico di Milano affermano che si sta assistendo ad una vera mobile revolution: la comunicazione condotta via wireless sta cambiando notevolmente il comportamento di ogni singola persona che ne fa uso.

Perché un utente fa check-in in un determinato luogo pur sapendo che in quel modo tutti sapranno dove si trova?
Ricordiamo che ogni persona fa molta attenzione alle informazioni riservate ma, come per magica, all’interno dei social media tutta questa riservatezza tende a sparire, lasciando il posto alla voglia di creare engagement. Ed è proprio questo il motivo per il quale le App di geolocalizzazione stanno letteralmente spopolando sul web.

L’enorme successo degli smartphone e dei tablets ha dato il via alla nascita e crescita delle App, applicazioni che consentono ai dispositivi mobile determinate funzioni, possibili, inoltre, su qualunque strumento si connetta al web.

Il loro mercato sta incrementando sempre più la sua crescita, nell’ultimo anno sono state scaricate più di 1,2 miliardi di App creando un +120% di crescita rispetto al 2012.

Perché questo boom di App?

Il motivo sta nel loro contenuto. Possono avere al loro interno ogni tipo di informazione utile all’azienda e al cliente/utente.

App significa anche Social Media, sono due “realtà” che viaggiano insieme, che interagiscono tra loro per creare un unico grande market.

I social media creano una diffusione simultanea dei contenuti tra le persone di tutto il mondo, andando a sviluppare un livello di comunicazione assolutamente importante: engagement.

Si torna sempre qui, a questa parola che risulta essere fattore fondamentale per un buon sviluppo aziendale online.

Le pmi, come ogni impresa operante nel grande mercato digitale, perché dovrebbero investire nell’online e nel mobile?

Semplicemente per creare un livello di interazione con i propri utenti sempre più elevato perché è da qui che nascerà il vero business.

L’utilizzo del mobile da parte delle aziende può creare nuove strategie pubblicitarie, grazie ai check-in infatti potrà fidelizzare i propri utenti con gadget, promozioni ed attività proximity marketing destinate ad obiettivi commerciali.

L’utente si diverte nel creare relazioni con altri utenti, l’azienda crea il proprio affare.

Un esempio eclatante di check-in ottimali arriva da Foursquare, applicazione mobile che permette all’utente di registrarsi nei determinati luoghi in cui si trova e ricevere in omaggio speciali premi e cariche dalle catene industriali in cui si registrano.

Negli USA, che guidano la corsa verso questa innovazione, un utente che si è registrato per uno specifico numero di volte presso McDonald’s ed ha ricevuto per qualche tempo un pasto omaggio alla settimana, in questo modo l’utente è soddisfatto e continuerà il suo “check-in” e McDonald’s aumenterà la propria visibilità.

Si tratta, in sostanza, di social gaming divertenti che fanno interagire le persone e, allo stesso tempo, le catene commerciali si fanno pubblicità.

  • Aumento della visibilità;
  • Aumento dei clienti presso il proprio punto vendita;
  • Aumento della fedeltà della clientela;

Questi sono i tre maggiori motivi che spingono le pmi e le grandi aziende ad addentrarsi nel mondo mobile, un mondo che sarà sempre più indispensabile per creare il proprio giro d’affari in maniera, perché no, anche divertente.

Blabuzz

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